DATA
La serata di presentazione del progetto è stata 19 aprile 2012.
L’INIZIO
Parte dal Presidente Moschioni l’idea di non fermarsi ad un Service annuale ma tentare di dare maggior peso all’attività rotariana attraverso un Service che si snodi attraverso tre presidenze. Il Club accetta e i tre presidenti ( Moschioni, D’Angelo e Mascetti) coinvolti nel “progetto accantonamento” firmano l’accordo.
LE QUOTE
Verranno accantonati al termine di ogni anno rotariano 15.000,00 € che poi saranno utilizzati per un progetto di grande impatto sulla città.
LA SITUAZIONE
Alla chiusura del secondo anno sono stati accantonati (CC in uso e “dedicato”) i primi 30.000,00 €. Ora alla terza presidenza il compito di chiudere l’operazione.
LE PROPOSTE
1) LA FONTANA DI VILLA GENO: presentato da Moschioni
Ripristino funzionale della fontana luminosa di Villa Geno, Costruita attorno al 1950 e una volta splendido annuncio del Lago di Como, da molti anni ridotta a potenza non significativa e senza illuminazione. Si prevede il ripristino valorizzativo soprattutto degli impianti, in rifacimento totale con impiego di moderne tecniche per effetti luminosi, a basso consumo e con gestione a distanza.
2) PROGETTO SANT’ELIA: presentato da Mascetti e D’Angelo
Catalogazione e digitalizzazione delle opere della “Mostra permanente in Pinacoteca” di 35 originali oltre alle proiezioni divulgative dei 164 disegni presenti. Accesso per ricercatori e studenti all’intero patrimonio di Sant’Elia, tesoro della nostra cultura cittadina. Posa di n. 20 piastre in ottone con effigie nei luoghi significativi della città.
> Il Sindaco Stefano Bruni ci scrive:
Caro Presidente Ing. Mascetti,
come già ho avuto modo di dirLe nel nostro recente colloquio, Le confermo il massimo apprezzamento per il progetto “Sant’Elia” del Vostro Rotary Club Como.
Voglia estendere il grazie della città ai Suoi soci confermando la disponibilità mia personale e dell’amministrazione comunale a collaborare, ove occorra, alle varie fasi di attuazione.
Cordialmente.
Stefano Bruni
L’INIZIO
Nel mese di febbraio avrà luogo il primo incontro con i giovani del Collegio Gallio: parliamo ai giovani dei tumori ovvero “Lezioni contro il silenzio”. Il Rotary Club Como condivide da quest’anno il “Progetto Martina” dei Lions Clubs, nato dieci anni fa a Padova per iniziativa del Prof. Cosimo di Maggio e divenuto Service Nazionale 2011-2012 Multidistretto Lions 108-Italy.
PATROCINI
Senato della Repubblica, Ministero della Salute, Ministero dell’Istruzione e del Merito, LILT – Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, Fondazione Umberto Veronesi ETS, Europa Donna Italia.
OBIETTIVI DEL PROGETTO MARTINA
1) INFORMARE i giovani sulle modalità di lotta ai tumori, sulla possibilità di evitarne alcuni, sulla opportunità della diagnosi tempestiva, sulla necessità di impegnarsi in prima persona
2) DARE TRANQUILLITA’ per sapere come affrontare una malattia, sapere che ci si può difendere e che si può vincere dà tranquillità… La tranquillità che deriva dalla conoscenza coinvolge tutti e permette di vivere con maggiore serenità
Il Progetto Martina, a costo zero e senza secondi fini nello spirito dei Clubs di servizio che ne sono promotori, porta l’informazione agli studenti delle scuole superiori e alle loro famiglie con lezioni tenute da medici nelle sedi degli istituti che aderiscono all’iniziativa. E’ in ricordo di una giovane, Martina, che, colpita da un tumore alla mammella, ha chiesto con insistenza che “i giovani vengano accuratamente informati ed educati ad avere maggior cura della loro salute… Perché certe malattie sono rare nei giovani ,ma proprio nei giovani hanno conseguenze molto pesanti”
Perché parlare ai giovani dei tumori?
– perché alcuni tumori colpiscono anche i giovani
– perché molti tumori incominciano il proprio percorso in età giovanile
– perché molti tumori sono causati anche da mutazioni di geni indotte nell’arco della vita da fattori ambientali e da stili di vita scorretti: conoscere per evitare fin da giovani questi fattori di rischio riduce il rischio personale
IL PROGETTO 2012-2016
Il Faro Voltiano posto a San Maurizio di Brunate a 900mt. di altitudine sopra il Lago di Como è stato costruito nel 1927 in occasione del bicentenario della nascita di Alessandro Volta. Nello stesso anno fu realizzato in riva al lago il Tempio Voltiano per accogliere gli strumenti di ricerca di Volta tra cui la prima pila e venne organizzato un congresso scientifico, rimasti unico nella storia della scienza, a cui parteciparono 20 premi Nobel venuti da tutto il mondo.
Da allora il faro si illumina tutte le notti con un fascio rotante tricolore visibile anche a grande distanza. Il panorama che si ammira dal faro è straordinario. Un socio del Rotary Club Como, su varie segnalazioni di cattiva manutenzione, degrado della struttura e guasti che interrompono il funzionamento prende in esame dal 2004 la possibilità di rinnovare il sistema di luci rotanti. Si cercano soluzioni per una riduzione del consumo energetico ed una maggiore affidabilità. Quindi luci LED e nuovo sistema di rotazione. Si svolge una tesi di laurea del Politecnico di Milano sul tema luci LED per applicazioni di alta luminosità. La tesi conclude dicendo che luci LED di alta potenza sono ancora in fase sperimentale, quindi al momento non utilizzabili per un caso pratico.
Seguendo quella traccia si forma nel 2012 un gruppo di lavoro, formato da due soci con l’aiuto di un ingegnere esterno esperto in innovazione per esaminare possibili sviluppi e si scopre che un’azienda, VEGA, è pioniere nell’utilizzo di luco LED su fari marittimi e che sono in funzione due fari, uno in Giappone ed uno alle Canarie.
Si prendono contatti, si verificano i costi e le specifiche tecniche e nasce il progetto pluriennale del Rotary Club Como 2012-2016. Il gruppo di lavoro definitivo è composto da tre soci e un collaboratore esterno. I presidenti e i consigli direttivi accettano la proposta di dedicare le risorse disponibili di vari anni al progetto.
OBIETTIVI DEL PROGETTO
Il progetto comprende tre attività:
1) Promozione di un accordo tra il Comune di Como (proprietario) ed il Comune di Brunate (dove è ubicato il faro) per una collaborazione nella valorizzazione e gestione del monumento. Si arriva ad una convenzione approvata dai due Comuni che recepisce i suggerimenti presentati dal Rotary
2) Rimozione delle parti obsolete, dove sorge un serio problema dovuto al fatto che il sistema rotante appoggia su un bagno anulare di 70kg. di mercurio liquido. Si deve perciò trovare chi lo possa estrarre e smaltire con tutte le autorizzazioni. Il lavoro viene svolto da un’azienda di Gorizia, la Società SPHERAE. Le parti recuperate interessanti dal punto di vista tecnico storico sono a disposizione dell’ente proprietario
3) Acquisto ed installazione del nuovo sistema luci. Si ordina l’impianto in Nuova Zelanda mentre aziende comasche si occupano del trasporto e dello sdoganamento (INTERJUMBO SERVICE), impianti elettrici ed elettronici (RIEL), lavori edili e movimento materiali (COSTRUIRE). Nel 2016 vengono installate lampade più potenti con un angolo di illuminazione leggermente più largo per migliorare la visibilità delle luci nelle zone più vicine
Il nuovo faro funziona da molti mesi senza alcun problema e rappresenta un buon esempio di come un Rotary Club utilizzando la buona volontà e le competenze dei soci possa realizzare un difficile progetto per valorizzare un monumento in ricordo di un grande scienziato del passato.
IL PROGETTO
Nel 2007, in occasione della giornata mondiale della vista, una giovanissima scrittrice, Elisa Raimondi, dà alle stampe un volumetto intitolato “Anche le principesse portano gli occhiali” in cui descrive in chiave fatata il rapporto di amore e odio con i suoi “cristalli magici”. Ci sono gesti che gli adulti fanno senza neanche pensarci, ma che ai bambini risultano mille volte più faticosi. Uno di questi è infilarsi un paio di occhiali. Elisa questa difficoltà l’ha conosciuta fin da piccola ma ha saputo accettarla e superarla, grazie alla pazienza della mamma ed alla propria capacità di non abbattersi. Da quella fonte ha anzi tratto lo spunto per scrivere un racconto ambientato in un regno immaginario: una principessa recupera il sorriso perduto grazie all’aiuto delle fate Iridine e di due cristalli incantati, che un bambino può interpretare come due occhiali e un adulto come due occhi magici, che aiutano a osservare il mondo senza pregiudizi per scoprirne tutti i colori. Il dottor Roberto Magni, che per anni ha assistito Elisa aiutandola ad affrontare e superare il suo problema di visione, ha pensato che da quel libro potesse nascere un progetto di prevenzione visiva indirizzato ai bambini molto piccoli. E così nasce il progetto “Elisa”.
Oggi, grazie alle nuove tecnologie, è possibile diagnosticare precocemente l’ambliopia, più comunemente conosciuta come occhio pigro (che ogni anno colpisce mediamente il 3% dei nuovi nati, portando a cecità monoculare) così come altri importanti difetti di vista, intervenendo in tempo per curarli. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ci dice che l’ambliopia rappresenta una delle principali cause di deficit visivo nell’infanzia e nei giovani al di sotto dei 20 anni. A causa di questa mancanza di prevenzione il 35% dei bambini che frequentano attualmente la scuola portano gli occhiali da vista e spesso manifestano anche difficoltà nell’apprendimento scolastico che potrebbero essere ricondotte a disturbi della vista. Prevenire l’ambliopia ha anche un positivo risvolto socio economico, in quanto numerosi studi al riguardo hanno confermato che la spesa per uno screening visivo preventivo è di gran lunga inferiore a quello sostenuta per far fronte alle ricadute sociali di questa patologia se trascurata. Il Progetto Elisa per la diagnosi precoce dell’ambliopia prevede screening visivi gratuiti rivolti a bambini in tenera età.
Grazie a questi controlli è stato possibile intercettare in tempo importanti problematiche della vista che potranno trovare una positiva soluzione proprio grazie alla diagnosi precoce. Proprio nei primissimi anni di vita si sviluppa, infatti, la funzione visiva ed è in questo periodo che vanno evidenziate e, per quanto possibile, rimosse le cause che possano turbare tale sviluppo. Soprattutto nel caso del cosiddetto “occhio pigro” è fondamentale una diagnosi precoce, in quanto le possibilità di recupero dell’occhio ambliopico mediante apposita terapia decrescono in maniera proporzionale all’età del soggetto. In tutto il mondo medico-scientifico è riconosciuta l’importanza della prevenzione per garantire una buona salute ed una migliore qualità della vita.
A Como lo screening gratuito per i bambini di età tra i 6 mesi e i 3 anni sarà organizzato, in collaborazione con il Comune di Como – l’assessorato alle Politiche Educative, rappresentato dal vicesindaco Silvia Magni. L’appuntamento, doppio, è per il 31 marzo, venerdì, dalle 9 alle 18 a Palazzo Cernezzi, in sala Stemmi (via Vittorio Emanuele II) e poi domenica 9 aprile, in occasione del Lion Day, in piazza Grimoldi dalle 10 alle 17. Il referto dell’esame (un’autorefrattometria binoculare) sarà consegnato subito ai genitori.
I RISULTATI
– Spedite 320 lettere ai neonati di Como dai 16 ai 22 mesi.
– Hanno aderito 96 bambini (ossia il 30%)
– I bambini che non presentavano difetti di vista erano 74 (il 77 % circa dei bambini esaminati)
– I bambini che presentavano difetti di vista non allarmanti erano 13 (il 13 % circa dei bambini esaminati)
– I bambini esaminati che presentavano di vista preoccupanti per i quali è stata consigliata una visita oculistica urgente erano 10 ( il 10 % circa dei bambini esaminati)
REPORT
A ciascun genitore sono stati presentati i risultati da un oculista o da un ortottista, anche ai genitori che non avevano problemi sono stati spiegati i fini dello screening e in particolare è stato evidenziato che lo screening non può valutare se vi sia un rischio di strabismo, rischio che si può verificare solo mettendo le gocce, ai genitori sono state date raccomandazioni sulla corretta gestione dei problemi oculari della prima infanzia. A tutti è stata data la propria documentazione clinica con i dati emersi dall’esame.
I SOGGETTI COINVOLTI
Hanno partecipato (medici) alla giornata denominata “Progetto Elisa”:
– 1 oculista
– 1 ortottista di Verbania
– 1 ortottista di Monza
– 1 ottico
– 2 tecnici qualificati
utilizzando 5 apparecchi per la diagnosi precoce dei difetti di vista.
Hanno partecipato (rappresentanti) alla giornata denominata “Progetto Elisa”:
– Rotary Club Como: Sandro Ferrara
– Rotary Club Como Baradello: Fulvia Bianchi Longo
– Lions: Gino Ballestra e Roberto Simone Lions
– Lions Club Plinio il Giovane: Giuditta Barzetti
– Unione Italiana Ciechi Sezione provinciale di Como: Claudio La Corte (Presidente)
Hanno fatto visita alla sala Stemmi dove si svolgeva lo screening il Sindaco Mario Lucini ed altre autorità politiche oltre a soci del Lions e del Rotary.
IL PROGETTO
Progetto di inclusione sociale attraverso lo start-up di soluzioni abitative dotate di idonee attrezzature per persone disabili all’interno di un nuovo nucleo di RSD nel distretto dell’Alto Lario
Progetto presentato ai sensi delle indicazioni di cui al Fondo pro-handicappati Rotary Club Como e Baradello gestito dalla Fondazione Provinciale della Comunità Comasca ONLUS e ‘ANFFAS ONLUS’ Centro Lario e Valli – Menaggio, in collaborazione con Fondazione ‘La Rosa Blu ONLUS’.
L’INVESTIMENTO
All’interno della richiesta di co-finanziamento oltre al relativo quadro economico-finanziario sul Fondo, figurano le seguenti attrezzature e strumenti per i quali si chiede la compartecipazione DI un importo pari a € 2.500,00 come da preventivi:
– n. 1 sollevatore con relativa imbragatura costo € 1.400,00 oltre IVA
– n. 1 ergometro per terapia passiva/assistita/attiva arti inferiori costo € 1.540,00 oltre IVA
La Fondazione ‘La Rosa Blu ONLUS’ compartecipa alla copertura del costo di acquisto delle suindicate attrezzature mettendo a disposizione la somma di € 557,60 a titolo di contributo a fondo perduto.
L’IDEA
In occasione del 90° del nostro club, abbiamo sposato la definizione di Merrian Webster secondo cui “service” è “contribution to the welfare of others”. Anche nell’ottica di valorizzare le tante iniziative che in questo lungo periodo abbiamo realizzato sul territorio, abbiamo scelto un service triennale di “Social Street Food”.
IL PROGETTO
Si tratta di un progetto di reinserimento sociale degli ospiti dell’Associazione Piccola Casa Federico Ozanam ODV, di cui vi allego una scheda informativa.
Trattandosi di un’istituzione storica per il nostro territorio non c’è bisogno di presentazioni.
Durante le valutazioni preliminari, abbiamo apprezzato il fatto che oggi, la Piccola Casa Federico Ozanam, non è più un semplice dormitorio, ma si è trasformata in “Casa di Accoglienza”; ha cambiato la propria missione avvicinandosi alla tematica del reinserimento delle persone, sia esso sociale che lavorativo. Ha costruito dei progetti ad hoc per gli ospiti con un’equipe formata da un assistente sociale ed educatori.
Social Street Food è portavoce di questa trasformazione, un progetto ambizioso inserito nel contesto dell’Associazione Piccola Casa Federico Ozanam ODV e realizzato grazie alla professionalità degli operatori che a vario titolo vi collaborano. L’obiettivo iniziale è quello di fornire un mezzo per poter coinvolgere gli ospiti della struttura in questo progetto di formazione professionale.
L’IDEA
Alla presenza di numerosi soci dei Rotary Club del Gruppo Lario è stato inaugurato il Service “L’essenziale è invisibile agli occhi” che consiste nell’aver attrezzato il Museo Didattico della Seta per visite di non vedenti.
IL PROGETTO
I club del Gruppo Lario hanno voluto così mettere in pratica il tema dell’anno rotariano: “attenzione alle persone con disabilità”, supportando il Museo nella realizzazione di audioguide, utilizzabili anche da ipoudenti, e tavole tattili che possono essere utili anche ai vedenti per aiutare tutti i visitatori a comprendere il non semplice (per i non addetti ai lavori) processo che porta dal baco da seta al tessuto.
Al momento sono disponibili in due lingue, ma è in programma l’aggiunta di altri idiomi europei e non, e saranno di supporto anche al personale del museo nei momenti di maggior affluenza.
In questo modo il Museo, che lo scorso anno ha registrato 11.000 visitatori, rappresenterà un punto di interesse per un pubblico più ampio.
IL PROGETTO
Abbiamo contattato i ragazzi che hanno conseguito il diploma di maturità con il massimo dei voti, dimostrando costanza, preparazione, impegno in tutto il percorso scolastico, offrendo loro sia un corso di cybersecurity tenuto da un nostro socio, sia un affiancamento (denominato “tutoraggio light”) in base al quale nostri soci, possibilmente con medesima formazione delle facoltà scelte dai ragazzi dedicano tempo ed esperienza per consigli, suggerimenti, confronto durante l’esperienza universitaria.
Ciò consente sia di premiare in modo concreto e duraturo ragazzi di valore, sia mantenere un contatto che preluda al loro coinvolgimento nel Rotaract e nel Rotary, promuovendo anche, in prospettiva, la crescita dell’effettivo con energie giovani e qualificate.
IL PROGETTO
Abbiamo sostenuto l’addestramento di cuccioli per la prevenzione delle crisi diabetiche nei bambini. Difatti ci siamo concentrati su un problema sanitario che assume particolare delicatezza nei bambini ed adolescenti, provando a dare un aiuto sia di utilità immediata che di respiro educativo e formativo di lunga durata.
Ciò consente sia di premiare in modo concreto e duraturo ragazzi di valore, sia mantenere un contatto che preluda al loro coinvolgimento nel Rotaract e nel Rotary, promuovendo anche, in prospettiva, la crescita dell’effettivo con energie giovani e qualificate.
Abbiamo quindi sostenuto l’addestramento di due cani d’allerta diabetico. Tali cani hanno la capacità di preavvertire i soggetti diabetici del sopraggiungere di uno sbalzo di glicemia. Tale capacità è molto importante soprattutto nei confronti di bambini diabetici che, magari mentre giocano, dormono, o altro, non sono in grado di accorgersi per tempo della crisi in arrivo, e rischiano svenimenti anche letali se non immediatamente curati con iniezione di insulina. Tale capacità è ormai scientificamente riconosciuta anche dalle principali organizzazioni dedicate a questa particolare patologia.
L’INVESTIMENTO
La Onlus SUPERDOGS sostiene il progetto DAD (Diabetes Alert Dogs), grazie ad un addestratore di cani della nostra Provincia, dove abbiamo anche questa eccellenza a Capiago Intimiano: Scuola Cinofila BJ, gestita dal Sig. Sergio Ghidelli.
Durante l’anno 2019-2020, budget € 1.500,00 per ogni cane.
IL PROGETTO
Intervento inerente l’acqua, in armonia con una delle aree di azione della Rotary Foundation.
In collaborazione con un padre missionario della Diocesi di Como, Padre Fabio Sem, che vive in Perù da molti anni nella parrocchia di Uco, sosteniamo la costruzione di una conduttura che porti risorse idriche dalle riserve naturali ad oltre 4000mt. sulle Ande, alle popolazioni sottostanti che invece soffrono di scarsità di acqua. La nostra conduttura permetterà di accumulare acqua per le scuole della piccola comunità di Chambruco.
In settembre una nostra piccola delegazione si recherà in loco per verificare i lavori e prendere contatto con il Rotary locale di Chimbote per un eventuale ulteriore è più consistente intervento sempre nel medesimo àmbito. Un nostro socio verificherà i costi ed il progetto, ed 1 o 2 volontari del club effettueranno il viaggio dal 21 al 28 settembre.
IL PROGETTO
Grazie al progetto Rotary International-USAID e al contributo del Rotary Club Como, sono stati donati 12 Chromebook all’Istituto Comprensivo Como centro città, per aiutare i ragazzi che hanno difficoltà a seguire le lezioni in DAD.
IL PROGETTO
Il Rotary Club Como ha voluto aiutare la Caritas cittadina che, tramite il “Fondo lavoro diocesano”, anche nel periodo della pandemia di Covid durante molte famiglie si sono trovate in difficoltà e in uno stato di estremo bisogno.
PREMESSA
Comprendere, sostenere, promuovere (la famiglia): Percorso di sostegno alla genitorialità per donne single in condizioni di fragilità. il Service scelto dal Rotary Club Como per l’anno rotariano 2020-2021 aiuta la casa-famiglia Gaudium vitae di San Fermo della Battaglia.
L’IDEA
Il passo più difficile dopo la fine di un rapporto, soprattutto se connotato da violenza, trascuratezza e/o povertà emotiva, è il far sì che il futuro non venga condizionato dal passato appena vissuto. L’apprendimento emotivo dei bambini, può essere solo sostenuto da una competenza emozionale degli adulti di riferimento, in prima istanza i genitori, modelli primari della relazione educativa.
Le mamme in comunità residenziali non hanno bisogno solo di soluzioni generalizzate, hanno bisogno di non essere lasciati sole, di ri-scoprirsi come migliori esperti di sé e dei propri figli. Nel percorso di emancipazione sarà molto importante trovare uno spazio di ascolto e dialogo sulla dimensione familiare, che se, in comunità lo si sperimenta per il tipo di esperienza e condivisione comunitaria, dall’altro il tema “Famiglia” rimane spesso un tema silenzioso che ognuno si porta nella propria storia.
Scopo del progetto è quello di affrontare e dare corpo a questo tema, partendo da una dimensione fondamentale della famiglia, cioè la ”dimensione genitoriale”. Per cui partendo dalla relazione mamma-bambino, si amplierà lo sguardo, anche se faticoso, sulla dimensione familiare. Questo approccio potrà dare una possibilità alle mamme che si trovano ad agire un ruolo fondamentale nei confronti dei propri figli ad essere sostenute nella dimensione valoriale della famiglia, argomento che per loro può essere complesso
IL PROGETTO
Il progetto si sviluppa su tre parole chiave, quali capisaldi per la costruzione delle fondamenta di una famiglia funzionale e protettiva nei confronti dei bambini:
– comprendere le problematiche concernenti l’educazione dei figli, alla luce della storia della donna (o della coppia, laddove esistente);
– Sostenere la relazione madre-figlio favorendo l’empowerment genitoriale, la comunicazione efficace e il problem solving, incoraggiando le mamme ad essere consapevoli delle proprie potenzialità;
– promuovere lo scambio delle competenze genitoriali tra mamme, sostenendo la relazione genitoriale e prevenendo i momenti di crisi evolutiva.
MISSION
L’obiettivo è quello di aiutare le mamme a prendere coscienza dei propri sentimenti rispetto ai figli e alle aspettative proiettate su di essi, utile per riconoscersi risorse ed attivarle nelle relazioni in famiglia, sia nel recente ma ancor più nel futuro. La conoscenza e l’espressione delle proprie emozioni migliorano il rapporto con gli altri, facilitano e rendono autentico il ruolo di “modello educativo” da parte del genitore, ma soprattutto migliorano il rapporto con se stessi.
Struttura/azioni
Il materiale in oggetto è riservato e segreto, per tanto è vietata la trasmissione a terzi soggetti.
Dott.ssa Sonia Monticelli, psicologa psicoterapeuta
DATA
Giovedì 9 giugno ospite Valter Pironi, Presidente del Rotary di Appiano e delle Colline Comasche.
IL PROGETTO
In realtà il Relatore, noto agronomo, non era presente in qualità di Presidente ma di animatore del progetto “ Lariorti”. Si tratta di un progetto condiviso tra i Rotary dell’area comasca per favorire una migliore conoscenza del problema ambientale e fornire i primi insegnamenti per la coltivazione di un orto nelle scuole ed in alcune associazioni.
Il Relatore, grazie all’esperienza di tanti anni di lavoro, ha tenuto lezioni teoriche e pratiche in diverse scuole primarie coinvolgendo circa 540 bambini, coadiuvato dai loro insegnanti e da volontari rotariani tra i quali il nostro Presidente Croci. Con alcune diapositive ci ha piacevolmente raccontato questa, anche faticosa, esperienza omaggiando poi i presenti dei 2 libretti “Fare l’orto: i consigli di Valter Pironi per ortisti in erba e non solo”.
Per esempio quanti sanno quali sono le Cucurbitacee? Ricordate quando avete gustato l’ultima volta un “Solanum Lycopersicum”? Sapete cos’è la “pacciamatura”? Se rispondete siete già bravissimi orticoltori!